Chi è il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE)

Il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva è l’operatore sanitario che svolge con titolarità ed autonomia professionale gli interventi diretti alla prevenzione, alla valutazione funzionale ed alla ri-abilitazione dei soggetti in età evolutiva, nelle aree della neuro-psicomotricità, della neuropsicologia e della psicopatologia dello sviluppo, espletando le competenze previste dal relativo profilo professionale (D.M. 56/97).

Collabora con l'équipe multiprofessionale formata dalle figure sanitarie della riabilitazione, dal neuropsichiatra infantile, dallo psicologo e dai professionisti dell'area pediatrica e pedagogica per gli interventi di terapia e riabilitazione delle malattie neuropsichiatriche infantili.

Il TNPEE possiede una formazione teorica e pratica, conseguita attraverso la laurea triennale, e le competenze necessarie per l'integrazione multidisciplinare del lavoro in équipe, proprio della professione. Svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche, convenzionate o private, in regime di dipendenza o libero-professionale.

L’intervento del TNPEE si rivolge a bambini le cui difficoltà esitano in disabilità evolutive, per aiutarli a realizzare il loro percorso di crescita, ostacolato dalla presenza del disturbo.

L’intervento neuropsicomotorio

L’intervento terapeutico è indirizzato alle funzioni emergenti che si trasformano nel corso dello sviluppo, ostacolato o rallentato dalla presenza di disturbi di tipo neuro e psicomotorio, comunicativo-affettivo e neuropsicologico, all’interno di quadri complessi ed eterogenei. La caratteristica dell’intervento è rappresentata da un lavoro rivolto non tanto al deficit, ma all’integrazione delle competenze emergenti, ivi incluse quelle atipiche.La terapia neuropsicomotoria è indicata:

- nei disturbi pervasivi dello sviluppo (disturbi dello spettro autistico) e d e l l a regolazione emotivo comportamentale F80-F89 F93*

- nel ritardo mentale F70-F79

- nei disturbi della coordinazione motoria (impaccio, maldestrezza, disprassia) F82

- nei disturbi dello sviluppo (ritardo, iperattività, disturbi dell’attenzione) F90 e nei

disturbi di apprendimento (ritardo, disgrafia) F81

- nelle patologie neuromotorie G80-G83 e neuropsichiatriche acute e croniche, in tuttequelle situazioni in cui il disturbo origina o coinvolge principalmente la dimensione corporea interattiva.

L’intervento neuropsicomotorio copre una fascia di età molto estesa che va dalla prima infanzia all’adolescenza, ma esprime la sua massima efficacia nell’età precoce 0-3 e nell’età pediatrica 4-7, laddove le abilità emergenti pur essendo riconducibili a specifici settori (motorio, linguistico,...) non possono essere scisse dalle funzioni di attenzione, percezione, memoria, motivazione, regolazione affettiva, promosse attraverso esperienze totali e globalizzanti caratteristiche dell’approccio neuropsicomotorio.

Strumenti e setting

Il TNPEE utilizza gli strumenti specifici della sua formazione:

l’osservazione-valutazione neuropsicomotoria per individuare l’area di potenziale sviluppo entro cui collocare l’intervento, per descrivere i modi dell’azione e le qualità dell’inter-azione;

le azioni modulandole attraverso le categorie del tono muscolare, della postura, della mimica, della voce, dello spazio, del tempo e dell’oggetto, per facilitare l’interazione;

la dinamica corporea per dare voce ai messaggi veicolati dalle azioni del bambino, per connettere azioni non integrate, per ricomporre parti di esse in un’azione significativa.

Gli elementi che caratterizzano il setting sono:

lo spazio ampio e luminoso (ma oscurabile), abbastanza isolato dai rumori esterni e con un pavimento adatto alle attività al suolo;

il tempo della seduta, solitamente di 45/60 minuti, è il tempo che il TNPEE mette a disposizione del bambino e include, oltre al tempo della terapia, anche il primo contatto con il bambino e il momento del distacco;

l’attitudine terapeutica specifica, grazie alla quale il terapista conosce e utilizza  consapevolmente la propria espressività corporea, sa osservare, leggere e condurre l’espressività corporea del bambino nella direzione degli obiettivi terapeutici prefissati;

il contatto con i genitori e l’alleanza terapeutica basata sul mantenimento di atteggiamenti emotivamente empatici e di ascolto ai loro temi e bisogni;

il confronto con i referenti del caso e la capacità di lavorare in équipe con approccio integrato;

il materiale (materassi, cuscini, palle, cerchi, stoffe, corde, mattoni, pennarelli, pongo, costruzioni, giocattoli strutturati, ecc...).

 

 

* I codici si riferiscono alla classificazione ICD-10

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